Storia squadra - Diavoli Aranceri

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Storia squadra

Storia

STORIA


Il Carnevale di Ivrea può essere riassunto in tre parole: leggenda, storia e arance. Sul perché delle arance e sul binomio arance-battaglia molto si è dibattuto e scritto. Sulla base di documenti storici Autori locali hanno ricostruito e tracciato l'origine, lo sviluppo e l'affermarsi del “getto delle arance” nell'arco di un secolo (1840-1940). “Getto” che si è trasformato in battaglia, dalla fine degli anni ‘40 ad oggi, ed è stato caratterizzato dalla nascita e dal riconoscimento delle nove squadre di aranceri. In questa, seppur più recente parte di storia, si inserisce la nostra diabolica narrazione che inizia così"... Nell'ottobre del 1972 un gruppetto di giovani è riunito ad un tavolo del bar di Culotto (per i più giovani il locale si trovava nella curva al fondo della discesa sulla strada provinciale che lasciatasi alle spalle Ivrea si dirige verso Montalto Dora) é un senso di insoddisfazione quello che li riunisce, di voglia di fare cose nuove.
Sono tutti aranceri, già appartenenti a diverse squadre ma sognano e vogliono un Carnevale più bello, più grande... più glorioso! Un Carnevale che esprima per intero quello che sanno di valere, individualmente e in gruppo. un'idea nuova si agita, sempre più pressante nelle loro teste: formare una nuova squadra, un nucleo nuovo di tiratori a piedi dotato di quella carica agonistica che altrove non riescono ad esprimere. Un gruppo che si regga sull'amicizia vera!Esattamente un anno dopo, nel 1973 si costituisce un Comitato che vara la nuova formazione, la settima dello Storico Carnevale di Ivrea. La ricerca di un nome appropriato da ergere a simbolo fa consumare pintoni e meningi a ritmo continuo. Un "COBRA", proposto da qualcuno che non si riesce a ricordare, scatena entusiasmo e provoca una vera strage di innocenti bottiglie di vino assortite. Sembrava già tutto deciso quando una nuova proposta rimescola entusiasmi e determinazioni generali. La nuova squadra si chiamerà “DIAVOLI ROSSI”.
Non più un temibile serpente velenoso ma un diabolico forcone con sottofondo di inferno divampante e capace di "bruciare" ogni carro durante il tiro. Una divisa rosso fuoco con bande gialle viene adottata con entusiasmo crescente. Non si sa ancora quale sarà la zona che verrà assegnata per il tiro, ma una cosa è subito certa: quelli dei carri impareranno a rispettare e temere i “DIAVOLI ROSSI” ovunque li incontreranno! La prima bandiera, rossa con al centro il diavolo con forcone in mano è salutata da tutti con venerazione. Tre deliziose ragazze vestono il costume da mascottes. Il Direttivo in carica ha nel frattempo provveduto al rifornimento delle arance e si arriva al sabato sera tanto atteso e alla sfilata che presenterà all'intera città la nuova squadra. Una quarantina di Diavoli sfilano in perfetto allineamento con spavalda baldanza guadagnandosi gli applausi del pubblico e lusinghiere critiche per il loro esemplare comportamento di squadra durante la sfilata.Sono 37 Diavoli scatenati quelli che si avventano contro i carri la domenica e la loro zona di tiro, il Rondolino, diventa subito una zona "calda" per i tiranni sui carri. I baffoni alla tartara di Didon (al secolo Antonio Vernetto) e la sua chioma appaiono ovunque, lo sparuto gruppo di aranceri sembra essersi moltiplicato per magia e sortilegio. Lapidario il discorsetto che il baffuto Capo dei Diavoli -timone che egli mantiene saldo nelle proprie mani per l'unanime volontà dei Diavoli attuali- fa ai suoi al termine del Carnevale. “L'eve piasume niente!
Né cume tir né cume grinta!” ma si vede benissimo che il suo è solo un "cissare la maraja" e gli occhi sfavillanti di giusto orgoglio smentiscono le sue parole. Un sesto premio assoluto da parte del Comitato del Carnevale serve da spinta per fare meglio in futuro e divisa e grinta vengono riposte accuratamente in attesa del successivo Carnevale.Nell'attesa dell’anno successivo (1974) si modificò il nome che da Diavoli Rossi divenne semplicemente “I DIAVOLI”. La divisa è costituita da casacca e pantaloni rossi, con banda gialla su braccia e gambe, fazzoletto giallo: il simbolo della squadra (grande sulla schiena e piccolo sul braccio) raffigura un diavolo rosso alato su disco giallo, con la scritta "Storico Carnevale di Ivrea - I Diavoli". L'entusiasmo e l'allegria che i Diavoli espressero nel primo anno attirarono nuovi aranceri. Nel 1974 divennero una sessantina e si aggiudicarono subito il terzo premio assoluto, prontamente migliorato nel 1976 con un strepitoso secondo premio. I settantotto infiammati Diavoli del 1975 dettero come sempre il meglio e lunedì si aggiudicarono la "Coppa abilità Arancere"Ed ecco per i 120 Diavoli del 1979 finalmente la PRIMA VITTORIA nel tiro, accompagnata dal secondo posto nel Palio dell’arancere del lunedì. Satana sogghignò! Ancor oggi rievocare quella prima vittoria crea emozioni da pelle d'oca. Fu realmente tanta la felicità e la gioia e tra i ricordi più simpatici c'è Didon che fece tutte le scale del Municipio in ginocchio e dopo aver ritirato l'ambito stendardo fu letteralmente privato pelo a pelo dei baffoni. La vittoria del 1979 diede alla squadra una carica, un entusiasmo e un affiatamento insuperabile.Gli anni ’80 furono indimenticabili non solo per le quattro vittorie (1981, 1986, 1987, 1989) nella battaglia delle arance e per il primeggiare per ben due volte nel Palio dell’arancere. Arrivarono così i primi DIECI ANNI della ormai mitica Squadra dei Diavoli e tutti i suoi aranceri, già più di centocinquanta, vollero festeggiare tale ricorrenza nel modo più degno possibile. Fumogeni, nuove bandiere, striscioni e tamburi, manifesti lanciati dai cieli infuocati e tante e tante arance nei tre giorni di tiro. Colpo Diabolico nella sfilata del sabato sera del 1983. Satana decise di mostrarsi in sembianze umane. Quando il Corteo Storico giunse sul lungo Dora, avvolto da fumi, fiamme e musiche assordanti, il Re degli Inferi apparve sui tetti dell'Hotel Dora. Il corteo si bloccò, la gente ammutolì, i Pifferi e Tamburi si zittirono e tutti volsero timorosamente lo sguardo verso l'alto. Egli, con voce roca e potente, si rivolse alla Violetta ed al suo Generale assicurandoli della Sua Diabolica protezione. Un'atmosfera irreale si istaurò mentre Satana sparì. Fu veramente una sorpresa, anche per molti Diavoli. La diabolica protezione si realizzò pienamente: tre giorni di acqua, neve e freddo non fecero altro che ancor più galvanizzare gli indomabili Diavoli. Certamente l’evento più importante che segnò profondamente la Nostra storia fu nell'85 la decisione dei Diavoli di darsi una veste ed una struttura riconosciuta pubblicamente: divennero così" la prima Associazione di aranceri. L'Associazione "I Diavoli Aranceri". Il 1988 vide la nascita, sfidando le avverse condizioni atmosferiche, della prima DIAVOLANDIA, ennesimo vanto e orgoglio di questa squadra. Sotto un tendone da circo (grazie Medini non ti dimenticheremo mai!) fu creato uno spazio aperto a tutti in cui ritrovarsi e consolidare quello spirito di vera amicizia che ha sempre contraddistinto la squadra e l’ha accompagnata fino ad oggi. Negli anni Diavolandia è diventata il centro del divertimento, garantito e gratuito, dal giovedì grasso al martedì sera. Le giornate e le serate enogastronomiche sono trascorse in allegria allietate con musiche di ogni genere, dalla discoteca all’orchestra spettacolo. Non sono mancati gli spettacoli “culturali”, indimenticabili quelli realizzati dall’esclusiva compagnia teatrale “La Ditta Ragno, tanto lavoro e poco guadagno” che annovera trai propri attori numerosi aranceri dei Diavoli.  Gli anni ’90 furono per l’impegno, per il leale agonismo in piazza e per i risultati ottenuti la fotocopia dei dieci anni precedenti: quattro primi premi nella battaglia con due clamorose accoppiate (1994 e 1995, 1997 e 1998) e due affermazioni nel Palio dell’arancere (1992, 1997). Il 1991 fu l'anno della guerra, ma sfortunatamente non solo a colpi di arance. Molte furono le discussioni sull'opportunità o meno di fare Carnevale e si giunse alla decisione di farlo, seppur con limitazioni varie, soprattutto per gli impegni già presi. In quest'ottica i Diavoli decisero di non fare Diavolandia e parecchi furono gli aranceri che preferirono non tirare, anche tra gli stessi Diavoli. Nel 1994 prima grande fagiolata al sabato sera con distribuzione gratuita di centinaia di fumanti scodelle e buon vino. Il 1995 vide infernali giovani e meno giovani diavoletti impegnati nella realizzazione del superbo carro di arance e fiori che si aggiudicò un meritato e universalmente riconosciuto primo premio. Ogni squadra che si rispetti possiede un’adeguata colonna sonora che l’accompagni con i suoi ritmi incessanti nella sfilata e che scandisca i momenti salienti della battaglia. Detto fatto e in un indimenticabile sabato sera del 1996, dopo interminabili serate di prove tra frese, olio e torni, spiccarono il volo le “Rate Vouloire”, una diabolica miscela esplosiva di vecchi, giovani e giovanissimi diavoli e diavolette sotto la sapiente regia di un piccolo grande diavolo. Il 1997 è stato un anno indimenticabile, i Diavoli festeggiarono il primo quarto di secolo con la più abbondante "mietitura" di premi mai vista: primi nel Palio dell’arancere, primi nella battaglia delle arance, primi nel tiro a quattro dei carri da getto con la leggendaria “Armata del Generale”.Il terzo millennio è storia recente, che tutti ricordano, ricca di soddisfazioni e profonde trasformazioni di vitale importanza e indispensabili per garantire un futuro infinito in un Carnevale dai valori immutati e per certi versi in continua trasformazione. Il millennio inizia con la seconda prestigiosa affermazione nel tiro a quattro dei carri da getto dell’Armata del Generale. Negli anni a seguire l’elemento più qualificante da ricordare è stato il passaggio del testimone dai vecchi ai giovani per il governo della squadra. Un rinnovamento che ha permesso, mantenendo saldi quei principi che ci hanno resi unici, la nascita dello “Squadrone del Terrore”, i “Fieüj dël Diau”, il “Porco Diavolo”, i “Ciapa Quaie”, il “Branco”, i “Diavoli in Piega”, i “Satanik Drumming Patrol” con le bellissime e ineguagliabili mascottes. Sono loro che con ruoli e compiti diversi si occupano dell’organizzazione della squadra, della festa, del divertimento e del coinvolgimento di tutti i diavoli nei tre giorni di tiro in piazza. In piazza del Rondolino durante la battaglia la cabina di regia passa nuovamente nelle salde mani dei “vecchi fondatori” che con “L’Osteria del Diavolo” tra una grigliata e l’altra individuano e suggeriscono le strategie da adottare e garantiscono ogni sorta di rifornimento enogastronomico e non, unica nel suo genere. Fondamentale per tutte le attività di questi ultimi anni è stata la realizzazione della sede, inaugurata il sei gennaio del 2004, dell’Associazione I Diavoli Aranceri giusto dietro il nostro “campo di battaglia”. Lo spazio è piuttosto ampio: ingresso, salone delle feste con bar e annesso angolo cottura e soppalco per tutti gli usi. Tutti gli associati hanno lavorato sodo per renderla ospitale e dotarla di ogni confort. Alle pareti due grandi affreschi, il primo raffigurante un diavolo con forcone e il secondo riprende la piazza del Rondolino nel pieno della battaglia carnevalesca, gagliardetti, tante fotografie e tutti i premi che la squadra ha ottenuto in più di trentacinque anni di Carnevali.Anche i più scettici si sono dovuti ricredere sulle capacità dei giovani, la squadra è in continua crescita come la quantità di arance acquistate e i riconoscimenti per l’ardore e la correttezza durante la battaglia non hanno tardato ad arrivare. A loro e solo a loro giovani Diavoli aranceri và il merito delle ultime vittorie: combattività nel 2004 e 2006 e primo premio nella battaglia delle arance nel 2007, il decimo primo premio! Nei trentasette anni di attività i Diavoli non si sono solo distinti nei giorni di Carnevale. Il loro impegno per numerose iniziative collaterali è stato notevole e, senza tanta pubblicità e clamore, l’aiuto verso chi è stato meno fortunato non è mai mancato. Tra le innumerevoli iniziative possiamo ricordare le lotterie per la raccolta di fondi per la Croce Rossa Italiana e per l’Associazione Sclerosi Multipla, il sostegno per le Associazioni Umanitarie impegnate in varie parti del Mondo, l’adozione a distanza di bambini bisognosi, il contributo per il restauro delle cappelle della Via Crucis al Monte Stella e l’ospitalità di disabili nei giorni di Carnevale. Qui si chiude la nostra breve storia, sicuri di lasciare spazio ad un nuovo capitolo che ci vedrà ancor più uniti in amicizia e allegria sempre alla ricerca di nuove esaltanti vittorie in quel pacifico, unico e meraviglioso “scontro” che è la battaglia delle arance dello Storico Carnevale di Ivrea.

VIVA IL CARNEVALE; VIVA GLI ARANCERI;
VIVA I DIAVOLI!!!



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